Autotrapianto di capelli. La soluzione alla calvizie

Autotrapianto di capelli. La soluzione alla calvizie

La calvizie comune, o alopecia androgenetica, è un problema che affligge oltre il 70% degli uomini e il 30% delle donne, con delle ripercussioni non solo sulla dimensione estetica ma anche sulla loro sfera psicologica, causando una diminuzione dell’autostima e una difficoltà a vivere la propria vita sociale e lavorativa.

L’autotrapianto di capelli rappresenta la soluzione chirurgica alla calvizie e al diradamento. Al giorno d’oggi sono sempre di più le cliniche specializzate che offrono questo servizio al paziente. Naturalmente è opportuno rivolgersi a centri accreditati e d’esperienza, per evitare di sottoporsi a operazioni che portino a risultati innaturali o a veri e propri danni estetici.

Il web è lo strumento ideale per effettuare ricerche, grazie a blog e forum, osservare fotografie e leggere report di pazienti che si sono già affidati a mani esperte per risolvere gli inestetismi dovuti alla caduta dei capelli.

Come funziona l’autotrapianto di capelli?

Le unità follicolari sono costituite da piccoli gruppi di capelli. Ogni unità follicolare contiene da 1 a 5 elementi.

L’alopecia androgenetica è causata dalla suscettibilità dei follicoli piliferi a ormoni di tipo androgenetico. Si manifesta generalmente con una caduta dei capelli nella zona temporale e nel vertice, che può estendersi a tutta la parte superiore dello scalpo (zona frontale, del mid scalp e crown). Le unità follicolari presenti invece nella zona occipitale e parietale non risentono dell’azione di tali ormoni. Di conseguenza non si verifica una caduta dei capelli in tale zona del cuoio capelluto, che viene indicata dagli esperti con il nome di zona safe.

L’autotrapianto di capelli consiste nell’estrazione delle unità follicolari da questa area, definita in questo contesto area donatrice, o area donante, e il loro innesto nell’area affetta da calvizie o diradamento, definita zona ricevente.

Tipologie di autotrapianto di capelli

Attualmente le cliniche specializzate propongono due tipologie di trapianto. Di seguito ne analizziamo analogie e differenze:

Autotrapianto con tecnica Strip

La tecnica Strip o FUT (Follicular Unit Transplantation) consiste nella rimozione di una losanga di pelle (da qui il nome Strip) dall’area donatrice, da cui saranno poi realizzati i prelievi per l’ottenimento delle unità follicolari.

L’operazione risulta in una cicatrice di forma allungata, in alcuni casi estesa da un orecchio all’altro, che potrà essere riutilizzata per ulteriori prelievi nel caso di interventi futuri.

Le unità follicolari selezionate sono poi inserite in piccole incisioni realizzate nella zona ricevente dello scalpo.

Autotrapianto con tecnica FUE

 Si tratta dell’ultimo sviluppo della chirurgia e consiste nell’estrazione delle singole unità follicolari direttamente dall’area donante tramite l’ausilio di uno strumento specifico definito punch.

In questo caso gli esiti cicatriziali sono rappresentati da piccolissime aree di forma circolare.

Le fasi successive dell’autotrapianto con metodo FUE sono identiche a quelle del metodo Strip. Le unità follicolari sono innestate nella zona glabra o diradata dello scalpo dopo la realizzazione dei siti riceventi.

Benefici psicologici dell’autotrapianto di capelli

Il trapianto di capelli rappresenta lo strumento ideale per un miglioramento della dimensione psicologica del paziente affetto da calvizie. Dopo lo shock subito a causa della caduta dei capelli e del cambiamento, a volte repentino, della propria immagine, il soggetto potrà finalmente osservarsi con un look giovane e ordinato.

Il risultato sarà un miglioramento dell’autostima e un rinnovato desiderio di vivere appieno la propria quotidianità, in ambito lavorativo, così come personale.